Non dobbiamo sempre essere alla ricerca di ogni cosa.

Siamo sempre alla ricerca di continue attenzioni, di continue dimostrazioni.
Siamo sempre alla ricerca di cose che idealizziamo nella nostra testa.
Siamo sempre alla ricerca di verifica delle nostre aspettative.

Ma fermiamoci un attimo.

Ma noi, in prima persona, cosa facciamo?

Siamo sempre all’altezza delle aspettative altrui?

Riusciamo sempre a soddisfare le ricerche di attenzioni e di premure che ci vengono fatte? Implicite o esplicite che siano?

Ogni tanto bisognerebbe fermarsi, respirare e riflettere.

Ma io cosa faccio? Ma io cosa farei?

Ognuno ha i suoi momenti, i suoi tempi, i suoi spazi. Ognuno ha bisogno di agire come crede.
Sempre nel rispetto della libertà altrui. Un dogma che ormai fa parte della mia vita da sempre, e non ha nulla a che fare con il credo religioso, ma solo e semplicemente con il credo di rispetto: “non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te”.

Credo sia la base di tutto.

Quindi:

– cerchiamo di essere rispettosi dei tempi e degli spazi altrui, come lo siamo e vogliamo per i nostri. Almeno proviamoci…

– cerchiamo di essere rispettosi dei sentimenti altrui, come lo siamo dei nostri. Ascoltiamo, cerchiamo almeno di percepire… non sappiamo quali battaglie stia affrontando l’altro, perché per quanto lo conosciate non sarà mai totalmente sincero o esplicito. Non perché non si fidi, o forse sì, ma perché, a volte, la paura e i pensieri, che girano solo ed esclusivamente nel nostro di cervello, terrorizzano rendendo immobili;

– cerchiamo di essere rispettosi del lavoro altrui. Non sappiamo quanti sacrifici ci possono essere dietro.

– cerchiamo di essere rispettosi del tempo che ci dedicano. Non sappiamo a cosa l’altro abbia rinunciato per stare con noi. Godiamoci il momento senza troppi pensieri.

Iniziamo a prendere coscienza che siamo tutti diversi, che gli altri non sono come noi e non ragionano, sentono, capiscono come noi. Il bello di questa vita è il confronto. E’ crescere con e grazie agli altri. Non stiamo sempre lì a giudicare, fare, disfare, presupporre, idealizzare. Il male è sempre l’aspettativa: non ci sarà mai un altro uguale a noi che pensa, ragiona, sente esattamente come noi.

Diamo il tempo e lo spazio, concediamoci il beneficio della sorpresa che ne potrebbe arrivare, bella o brutta che sia.

Col tempo impareremo ad aspettare o a non aspettare, a capire o non capire, ad avvicinarci o allontanarci, ma non mettiamo fretta o carichiamo di pressione ogni cosa. La vita è già così difficile e pesante così.

Concediamoci la bellezza della condivisione, gli attimi fatti di sorrisi e risate, i momenti di chiacchiere senza ansie da prestazione.

Proviamo a godercela questa c**** di vita che tanto di croci da portare ne abbiamo già tante!

-mm-

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