Tu che mi capisci

Tu, sì, che mi capisci“: forse l’avrei chiamato così. La prima volta che ho scritto il titolo, mi è venuto naturale aggiungere quel ““. Così affermativo, così pieno, così vero. Vero, almeno per il libro, perché poi nella realtà la vedo un po’ dura.

Non so chi di voi l’abbia letto o ne conosce l’autore…
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Parlando del libro, invece…
TU CHE MI CAPISCI” mi è piaciuto, molto. Ho anche pianto quando ho finito di leggerlo. E’ la seconda volta che mi capita per un libro. Ho pianto di emozione, di turbamento, di… non so spiegarlo nemmeno io.
Mi ha scosso, particolarmente.

Non vorrei esprimermi troppo altrimenti spoilero e non mi va… provo a raccontarvi cosa mi ha lasciato.

Ironico, divertente, coinvolgente. Piacevole, interessante, riflessivo.

Mi sono ritrovata in tantissime situazioni: dalle più divertenti alle più critiche.
Tra le divertenti, leggere quel “porca merda” immaginandolo con la vocina stridula della mia amica o quell’invito a mangiare sushi nonostante la schifosa povertà di noi precari mi hanno fatto pensare: ma perché lo scrive lui se lo dico sempre io?
Tra le critiche… beh, le paranoie, tante. Ma più che quelle femminili, a cui, dall’alto dei miei 35 anni ormai ho fatto abbastanza il callo e riesco a destreggiarmi decentemente, ho sofferto più quelle di Ale, il protagonista.
I pensieri sul futuro, la paura di accontentarsi, i dubbi sul lavoro, le incertezze delle relazioni, la sensazione di non vivere veramente… e tanto altro ancora.

La sensazione più forte? Mi ha fatto venire voglia, per la prima volta, di mollare davvero ciò che non va. Per provare… per provare che se fino ad ora tutti gli sforzi non sono serviti, forse varrebbe la pena investire le proprie energie in altro. E riniziare a sognare…

Ad una certa età, purtroppo, facciamo fatica e ci trasciniamo.

“Vogliamo davvero vivere una vita a metà per paura di cadere di nuovo? Arrivare ai 30 anni già in bancarotta emotiva?”

Ecco. Quello che mi ha scossa e mi ha fatto pensare e ripensare.
E ci sarebbe ancora molto altro che vorrei dire, ma no. Lo spoiler no. Non si può.

Ho notato tantissime cose in comune con questo Ale, o con Gordon (penso che in un protagonista ci sia sempre molto dello scrittore), e sul finale un po’ l’ho invidiato. Ha realizzato un sogno che ho sempre avuto ma che ho sempre lasciato un po’ indietro…

Quindi?!

Fatemi sapere! 😉

P.S.= Caro Gordon, non ci bastava la Disney! Ora ci sei anche tu che aumenti le aspettative sul genere maschile. Sappilo. Sarà ancora più dura ora. 😛

One thought on “Tu che mi capisci

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