La generazione dei Debitori.

Titolo chiaro e semplice, vero?
Cosa vi viene in mente?

Vi viene in mente che non siete da soli in questo mare in tempesta.
Vi viene in mente che non siete gli unici a lavorare tanto e a non guadagnare nulla.
Vi viene in mente che non siete poi così falliti come vi vogliono far credere.

Già, perché è questo quello che viene da pensare:

  • non c’è un soldo da parte,
  • c’è da pagare un sacco di cose,
  • non ci si può concedere niente quando si ha voglia o bisogno (sì, perché si sente il bisogno di stare bene, giustamente!).

Vi svegliate ogni mattina con l’ansia del “e oggi come faccio?”.
Tirate avanti, come ogni giorno. Sperando di riuscire a mettere più pezze possibili.

E’ inutile pensare “vabbè, capita” o “vabbè, passerà” o “vabbè potrei fare di più“.
Certo che si può fare di più, sempre!

Peccato che siamo LA GENERAZIONE DEI DEBITORI.
C’è poco da fare.

Siamo quelli dei co.co.pro che non ti versavano mezzo contributo, siamo quelli che si lanciano nella P.Iva dopo l’ennesimo contratto fuffa ma che poi ci ritroviamo risucchiati da Stato e Inps, siamo quelli che per comprarsi un’auto devono farsi un prestito, siamo quelli che per la casa devono farsi un mutuo a vita, siamo quelli che anche per cambiare la bici fanno le rate.
… E ci ritroviamo a fine mese con bollettini da pagare, con addebiti che rientrano sul conto già perennemente in rosso, con il pensiero che un po’ di tranquillità non l’avremo mai.

Perché per quanto ci impegniamo, non riusciamo a far quadrare niente.

Siamo troppo giovani per il Boom degli anni 80.
Siamo troppo vecchi per il Boom degli Influencer.
(salvo avere agganci con Uomini&Donne e Re Mida Maria che qualsiasi cosa tocca diventa oro)
Siamo troppo mediani perché tutto fanno tutti e si spacciano per tuttologi creando danni a chi lavora bene.

Siamo quelli de “usciamo stasera?” – “fammi vedere se mi sono rimasti 10 euro
Siamo quelli che sperano di non essere invitati ai matrimoni per non essere costretti a comprare il regalo. Idem per i compleanni. Eppure ai nostri amici ci teniamo, e andiamo in crisi.
Siamo quelli che si sentono liberi quando possono dire “non ho i soldi manco per spararmi” ad un amico e sentirsi dire “pure io“. E prenderla con filosofia.

Siamo quelli che sognavano in grande, ma un po’ alla volta hanno smesso.
Siamo quelli che al solo pensiero di un figlio hanno l’ansia: non per la responsabilità, ma per paura di non riuscire a mantenerlo. E se i figli già ce l’hai, l’ansia ti risucchia.
Siamo quelli che si impegnano a fare di più, ma puntualmente ricevono la palata in faccia dall’ennesimo bonifico non pervenuto.

Siamo stanchi.
Siamo stressati.
Siamo svuotati.

PERO’…

Siamo anche quelli che non perdono il sorriso e ci ridono su.
Siamo anche quelli che pur di non rinunciare a stare con gli amici si attrezzano con cene rappezzate in qualche modo (vecchio stile: ognuno porta una cosa).
Siamo anche quelli che alla fine ancora un po’ sognano e dicono “ma prima o poi vorrà girare questa ruota“.

Siamo anche quelli che in un modo o nell’altro se la cavano comunque.
Siamo anche quelli che ogni mattina non rinunciano a fare ciò che devono fare.
Siamo anche quelli che, pur senza un soldo, una mano la danno lo stesso.

Ci hanno tolto un sacco di cose,
non ci hanno concesso tante opportunità,
e nessuno sa cosa potrà ancora accadere in questo futuro di incertezze e di instabilità,
ma di certo
non ci toglieranno mai
il NOSTRO ESSERE NOI.
Non ci toglieranno mai
la nostra voglia di tentare comunque,
mettendoci insieme,
inventando nuove realtà e
mettendoci sempre in gioco!

COMUNQUE FORTI.
COMUNQUE TENACI.
COMUNQUE #MASTICAZZI.

 

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